"Nel Mediterraneo il numero dei morti è più che triplicato rispetto al 2020"
Si e' concluso lo sbarco dei 455 migranti arrivati a Trapani, ma il mare continua a mietere vittime. Alarm Phone accusa l'Italia di complicità nella deportazione dei migranti in LIbia
di Fabio Greco | 04 maggio 21, 18:10

Si e' concluso lo sbarco dei 455 migranti arrivati a Trapani a bordo della Sea Watch 4, ma il Mediterraneo centrale continua a mietere vite umane: nel 2021 in un numero tre volte superiore a quello dello scorso anno.

La Sea Watch 4 si trova all'interno dell'aera portuale dalle 7,49 di stamattina. Tra i migranti a bordo vi erano 194 minori, tra cui sei bambini, sbarcati per primi e, diversi tra loro, trasferiti nei centri d'accoglienza della zona con alcuni autobus presenti nella banchina Ronciglio. I restanti, in seguito agli accertamenti sanitari, tra cui i tamponi rapidi per il covid, vengono trasferiti a bordo delle navi quarantena Azzurra e Splendid che stazionano a largo delle coste trapanesi.

Settanta dei 190 minori non accompagnati saranno trasferiti nelle prossime ore da Trapani alla struttura di accoglienza di Villa Sikania a Siculiana, nell'agrigentino. A Villa Sikania, ieri sera, erano arrivati anche 96 migranti minorenni, anche loro non accompagnati, trasferiti con il traghetto di linea dall'hotspot di Lampedusa. Nella struttura di Siculiana, i due gruppi effettueranno la sorveglianza sanitaria anti-Covid.

Diciotto migranti, intanto, sono approdati sull'isola di Lampedusa dopo l'ondata dei giorni scorsi con l'arrivo di quasi 700 persone a bordo di sei barconi. Per oggi e' previsto, se le condizioni del mare lo consentiranno, l'attracco, a Cala Pisana, della nave quarantena Allegra. A bordo del traghetto si trovano gia' 259 migranti tra cui 4 positivi. Altri 140 ospiti dell'hotspot di contrada Imbriacola, quindi, saranno imbarcati sulla nave.

Le cifre che giungono dalle organizzazioni internazionali anticipano le tragedie della prossima estate, quando le partenze aumenteranno. Almeno 500 migranti sono morti dall'inizio dell'anno mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo centrale, piu' del triplo rispetto allo stesso periodo del 2020, quando si registrarono 150 morti, ha spiegato Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr, da Trapani.

L'incidente piu' grave finora di quest'anno e' avvenuto il 22 aprile, quando un naufragio ha causato la morte di 130 persone. "Mentre gli arrivi totali in Europa sono in calo dal 2015 - afferma Sami- gli ultimi sbarchi portano il numero di arrivi via mare in Italia nel 2021 a oltre 10.400, un aumento di oltre il 170 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020. Questa tragica perdita di vite umane sottolinea ancora una volta la necessita' di ristabilire un sistema di operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale coordinato dagli Stati".

E' la stessa proposta di Alarm Phone, che torna ad accusare Italia ed Europa di complicita' nelle deportazioni di migranti in Libia. "Domenica scorsa - afferma la ong in una ricostruzione di quanto accaduto quella giornata nel Mediterraneo centrale - 95 persone che cercavano di raggiungere l'Europa in cerca di salvezza sono state respinte verso torture e abusi. Il 2 maggio alle ore 5:32 un gruppo di 95 persone, a bordo di un'imbarcazione in legno in difficolta', ha chiamato Alarm Phone.

Nel tentativo di fuggire dalla Libia, si trovavano in una situazione di estremo pericolo, alla deriva in acque internazionali a poche miglia nautiche a sud della zona SAR maltese. Le Autorita' italiane, dopo che quelle libiche ne avevano richiesto l'assistenza, hanno ordinato a due navi mercantili di avvicinarsi all'imbarcazione in pericolo e di rimanere in attesa dell'arrivo della cosiddetta Guardia costiera libica. Non appena le persone sull'imbarcazione hanno cominciato a rendersi conto che sarebbero state forzatamente ricondotte in Libia, invece che essere soccorse dall'Italia, la situazione a bordo ha cominciato a degenerare".

Due persone si sono gettate in mare. "Alle due navi mercantili e' stato chiesto di recuperarle e di consegnarle alla motovedetta libica, la quale le ha di nuovo deportate nel Paese da cui stavano fuggendo". 

 
 
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