Visage – La nostra recensione

Recensione di Visage, titolo horror svipuppato da SadSquare Studio che riesce nell' intento di tenere con il fiato sospeso.

L'articolo Visage – La nostra recensione proviene da MENIAC!.

di Maurizio Arcangeli | 07 aprile 21, 10:35

Visage rientra a pieni voti nella mia top 5 dei titoli più paurosi e angoscianti

I have no fear

Appena avviato Visage ho avuto un senso di déjà-vu che mi ha rimandato al 1998: sul retro della custodia di Resident Evil 2 per la prima Playstation capeggiava la scritta “Sconsigliato ai minori e alle persone facilmente impressionabili”.

Più o meno l’opera prima degli sviluppatori di SadSquare Studio avverte fin da subito il giocatore con una scritta simile e, vi assicuro, hanno fatto proprio bene a mettercela.

Visage, infatti, non solo riesce a creare una forte tensione durante tutta la sua durata, ma non lesina neanche nel mostrarci scene forti che colpiscono come un pugno nello stomaco.

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Senza via di scampo

L’impostazione di Visage segue in un certo senso quella dei più classici “walking simulator”, ovvero giochi in cui non dovremo combattere o superare fasi platform, ma soltanto cercare degli indizi o oggetti utili ad andare avanti nella storia.

In questo caso ci troveremo ad esplorare le varie stanze di una casa che ci accorgeremo fin da subito essere permeata da una qualche “maledizione”, con luci che si spengono da sole ed elettrodomestici “canterini”.

Non voglio svelare troppo della trama e dei colpi di scena che il giocatore potrà vivere durante il corso delle circa 12-13 ore necessarie a vedere i titoli di coda, anche perché Visage, pur rimanendo a volte un po’ criptico, tiene incollati fino alla fine, nonostante l’atmosfera claustrofobica e il senso d’ oppressione che per alcuni potrebbe risultare un po’ pesante da sopportare.

Il ritmo del gioco per fortuna è abbastanza lento e anche grazie alla possibilità di salvare in ogni momento, potremo prenderci una pausa ogni volta che vorremo. Visage basa molto del suo gameplay sulla dicotomia tra buio e luce, con l’indicatore della sanità mentale come unica icona sempre visibile che ci ricorda di trovare candele o lampadine prima di entrare in una zona oscura, pena la nostra “pazzia“.

Ovviamente troveremo anche pillole in grado di abbassare il livello di stress, ma meglio esplorare ogni angolo della casa perché in alcuni momenti il buio ci circonderà per parecchi minuti e il piccolo accendino che presto troveremo non ci servirà a molto.

Peccato per una gestione dell’inventario un po’ intricata, con l’utilizzo di tutti e quattro i tasti dorsali del pad che spesso ci faranno intrecciare le dita delle mani (anche se abbiamo la possibilità di assegnare quattro oggetti ad altrettanti slot a scelta rapida).

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Una casa maledetta

Dei giochi horror a cui mi sono dedicato negli ultimi anni, Visage rientra a pieni voti nella mia top 5 dei titoli più paurosi e angoscianti. Sicuramente non tutte le componenti del gameplay sono calibrate in maniera corretta ed un paio di storie delle quattro in cui è diviso il gioco sono un pò meh…

Bisogna però riconoscere al titolo dei SadSquare Studio di avere una componente grafica davvero ottima: tinte dai colori slavati, resa degli ambienti realistica ed effetti di luce che creano illusioni ottiche in molte stanze, contribuiscono a mettere in soggezione il giocatore ad ogni passo.

Per non parlare poi del comparto audio, un pilastro fondamentale in questo genere di giochi.

Visage non ha una vera e propria colonna sonora, ma utilizza suoni ambientali che vanno a creare un’ atmosfera ovattata e che, se ascoltati con un bel paio di cuffie, vi rimarranno impressi anche una volta usciti dal gioco.

Ah, ovviamente, oltre alle cuffie, per chi vuole un’esperienza ancora più forte consiglio di giocare al buio e con la porta della stanza chiusa: state tranquilli che non vi dimenticherete facilmente di Visage.


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