Dune Imperium – La nostra recensione

Recensione di Dune Imperium, euro-game che basa il suo core su piazzamento lavoratori, acquisizione di risorse e deck-building light

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di Francesco Soccolini | 18 giugno 21, 11:19

Se state cercando un euro-game non troppo “ginghialoso” e semplice da far digerire, allora troverete in Dune Imperium un buon acquisto. Non aspettatevi però vermi, armature olografiche, macchinazioni di un certo spessore o qualsiasi altra diavoleria dell’ universo di Herbert …

Alla ricerca del potere

” Chiunque la spezia controlla l’ universo “

Partendo da questo incipit vogliamo parlarvi di Dune Imperium ( Dire Wolf / designer: Paul Dennen / ed. Italiana by Asmodee Italia / età 14+ ), gioco basato sul nuovo film di Denis Villeneuve in uscita in Ottobre e sulle opere romanzate dedicate.

In Dune Imperium, da 1 a 4 giocatori si contenderanno il potere cercando alleanze di comodo, acquisendo la preziosa Spezia Melange e affrontando conflitti.

Parliamo di un euro-game che basa il suo core su piazzamento lavoratori, acquisizione di risorse e deck-building light.

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Arrakis e il suo deserto

Il setup è piuttosto veloce, una volta organizzati gli elementi di gioco. Quasi tutto il materiale necessario a dare il via alla partita andrà piazzato sul tabellone di gioco, organizzato in aree e spot ben precisi. Si sceglie poi un personaggio, si prende la relativa scheda e i materiali a corredo, un mazzo di partenza composto da 10 carte ed uguale per tutti i partecipanti e via, pronti a raccogliere spezia e il tanto agognato potere.

Il flusso di gioco è semplice ed è articolato in 5 fasi : Inizio del Round, Turni dei giocatori, Combattimento, Creatori, Ripristino.

Nella fase Inizio del Round non si farà altro che rivelare la nuova carta confiltto dall’ apposito mazzo. Questa carta detterà i premi che si acquisiranno in base a come si risolverà uno scontro.

Nel Turno dei giocatori, ogni partecipante pescherà 5 carte dal proprio mazzo, componendo così la propria mano. Poi potrà decidere se inviare i propri agenti ( 2 disponibili all’ inizio e un terzo da poter acquisire in game ) in uno dei 22 spot pesenti sul tabellone che rapprensentano diverse zone di Arrakis e delle casate principali.

In alcuni spot, per poter piazzare un agente, sarà necessario pagare un tot. di risorse. Se in uno spot sarà presente già un agente non potremo avviare il piazzametno, a meno di abilità o carte che lo permettano.

Piazzare un agente farà guadagnare risorse, divise in Spezia, Sol ( la moneta di Dune ), Acqua, nuove unità di battaglia, carte Intrigo ( potenti carte che potranno essere giocate in momenti specifici e che molto spesso ribalteranno diverse situazioni e potrebbero anche far salire il nostro grado di allenza con una o più casate ).

Per poter attivare il piazzamento di un agente andrà prima giocata una carta dalla propria mano che lo permetta. Queste carte indicheranno su quali spot specifici si potrà piazzare il nostro worker e di quali ricompense bonus, se presenti sulla carta, potrà beneficiare.

Le carte utilizzate per attivare gli agenti andranno scartate.

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Una volta che tutti avranno piazzato i propri agenti, non è comunque obbligatorio farlo, si passerà ad una sotto-fase chiamata Rivelazione. Tutti i giocatori riveleranno le carte che hanno ancora in mano e potranno applicarne gli effetti, descritti in un’ apposta area delle carte, permettendo cosìdi acquistare nuove carte dal mercato imperiale oppure aumentare la propria offesa in caso di conflitto, modificare il proprio schieramento delle truppe, agire sui livelli di allenza e altro ancora.

Terminata la sotto-fase rivelazione si passerà al combattimento. Nel tabellone c’è un’ apposita area dedicata dove sono rappresentate le nostre guarnigioni e le truppe che sono state schierate. Per partecipare ad un conflitto i nostri agenti dovranno essere stati piazzati precedentemente in appositi spot che riportano l’ icona del combattimento.

Il combattimento si risolve con una semplice calcolo basato su maggioranza al quale si applicano eventuali effetti donati durante la fase di rivelazione. Chi avrà più “forza” beneficerà del primo premio descritto sulla carta conflitto e consecutivamente tutti gli altri partecipanti fino ad un massimo di 3 ricompense in totale.

Arriviamo quindi alla fase Creatori dove per ogni spot riportante l’ icona di un verma andremo ad accumulare spezia, sempre che non ci sia un agente piazzato.

Si passa quindi alla fase Ripristino dove gli agenti ritornano alla base, le truppe tornano nelle proprie guarnigioni, eventuali bonus di turno si azzerano.

Scopo del gioco è arrivare a totalizzare più punti possibili i quali possono essere guadagnati tramite conflitti, alleanze e carte specifiche. Quando un giocatore avrà totalizzato almeno 10 punti si andrà al conteggio finale e in questa fase potranno essere giocate eventuali carte intrigo, portando così ad probabili ribaltamenti di fronte.

Mi fermo qui, credo di aver già scritto abbastanza sul flusso di gioco e lascio altri piccoli cavilli al regolamento.

E quindi ?

Dune Imperium è un gioco dal peso medio. Le regole non sono molte e risultano chiare fina da subito. L’ iconografia è perfetta e permette di ingranare turni e azioni in breve tempo.

Come detto in precedenza il gioco si basa fortemente sull’ asse Piazzamento Lavoratori-Deck Building e lo fa in modo snello e mai troppo complesso riuscendo nel creare una buona amalgama di gameplay. Il saper gestire il proprio mazzo, magari sacrificando con il tempo le carte più fiacche in modo da riuscire a pesare meglio le possibilità di pesca di carte più potenti è sicuramente una delle chiavi di volta del gioco.

A questo va aggiunta la crescita delle allenze e il reclutamento di truppe da mandare in battaglia. C’è anche un piccolo assaggio di controllo di area che non guasta affatto anche se a mio avviso è più scenico che altro, anzi direi che è un qualcosa che cerca di spingere più che l’ altro l’ ambientazione del gioco.

Ambientazione, ecco, qui arriviamo ad una delle note dolenti. Dune Imperium non riesce a calare il giocatore all’ interno dell’ universo di Frank Herbert. La grafica è molto minimal e poco incisiva, eccezion fatta delle schede giocatore.

La raccolta della spezia non ricopre questo ruolo fondamentale, diciamo che è un qualcosa di accessorio come lo è la raccolta di Sol o Acqua, tutte risorse necessarie per poter piazzare gli agenti ma che poi non hanno un impatto ne a livello di punteggio ne a livello di influenza planetaria.

Senza cattiveria, se il gioco si fosse chiamato “Paese mio,Paese nostro” non sarebbe cambiato un granchè a livello di esperienza.

Perchè dico questo? Dune è un monumento. Dune è uno dei più grandi film sci-fi mai realizzati dove l’ ambientazione gioca un ruolo fondamentale, ambientazione che poi si fonde in maniera perfetta con i personaggi principali e loro più o meno bieche macchinazioni, riuscendo a coinvolgere lo spettatore minuto dopo minuto in un crescendo senza sosta in un immaginario incredibile.

E’ vero che, dopo l’ uscita del nuovo film, anche questo Dune Imperium potrebbe godere di maggiore immersività ma essendo molto asettico, non credo che riesca poi più di tanto a beneficiarne.

Anche i materiali, per quanto molto buoni, non colpiscono nel segno. Sono anonimi, troppo anonimi. Un’ altra cosa che non ci è piaciuta è stato come sono state divise le unità di Spezia e Sol. Mi spiego: i token spezia piccoli valgono 1 unità e quelli grandi 3 mentre i Sol piccoli valgono 1 unità e quelli grandi 5.

Questa differenza tra grandi e piccoli, applicata alla tipologia di risorsa, crea confusione durante il gioco perchè risulta molto facile invertire i valori tra le risorse.

Ultimissimo neo la gestione delle truppe. E’ vero che potremo gestire le nostre unità tramite apposite carte, permettendoci così di ritirarle dalla guarnigione per poi ributtarle a capofitto sul campo di battaglia durante un nuovo reclutamento, ma già a metà partita ci si potrebbe trovare con troppe truppe reclutate e non utilizzate e magari non avremo posibilità di acquisire carte atte alla rimodulazione del nostro esercito.

La meccanica di “invio truppe in battaglia” è troppo turno-centrica e vedere la propria guarnigione scoppiare di cubetti ma non poterli gettare nell mischia è un colpo al cuore.

Al netto di ciò, Dune Imperium è un gioco godibile che sarà subito familiare a chi ha dimestichezza con questa tipologia di titoli. E’ “stretto” il giusto e ben bilanciato.

Anche in caso di partita a 2 giocatori, grazio all’ utilizzo di un bot che assumerà il ruolo di una casata specifica e che godrà di un mazzo dedicato, Imperium risulta godibilissimo e bilanciatissimo ( a tal pro è anche disponibile un’ app a corredo ).

Non abbiamo provato la modalità in solitario e quindi non possiamo dare giudizi a riguardo, non ce ne volete.

Riassumendo Dune Imperium è un buon gioco, forte di meccaniche semplici per chi ha dimestichezza con il mondo ludico e sicuramente mediamente complesso per un neofita. I turni scorrono abbastanza veloci e troverete la giusta dose di interazione diretta e indiretta.

Se state cercando un euro-game non troppo “ginghialoso” e semplice da far digerire, allora troverete in Dune Imperium un buon acquisto.

Non aspettatevi però vermi, armature olografiche, macchinazioni di un certo spessore o qualsiasi altra diavoleria dell’ universo di Herbert…

Se vi è comunque venuta fame di Spezia vi inviatiamo a fare un giro su Magic Merchant.

Augh.


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