Da Riace alla Regione, la nuova sfida di Mimmo Lucano
L'ex sindaco di Riace candidato con la coalizione civica di Luigi de Magistris: "In campo per dare un contributo per il riscatto della mia terra"
di Antonio Cantisani | 18 aprile 21, 07:58

AGI - "Voglio dare un contributo per il riscatto della mia terra". Da Riace alla Regione: è questa la nuova sfida politica di Mimmo Lucano. L'ex sindaco del piccolo centro della Locride, diventato un simbolo delle politiche di accoglienza e integrazione dei migranti, si candida alle Regionali a sostegno e al fianco del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che punta alla presidenza della Giunta calabrese alla guida di un'aggregazione civica che si fonda su punti programmatici che sono pienamente nelle corde di Lucano.

Del resto, negli ultimi tempi il rapporto tra i due si è via via molto infittito: quando nell'ottobre 2018 Lucano venne colpito dalla misura del divieto di dimora in seguito al suo coinvolgimento in un'inchiesta su presunte irregolarità nella gestione dei fondi per gli immigrati, de Magistris lo invitò a trasferirsi a Napoli, e inoltre lo stesso de Magistris qualche mese dopo scese a Riace insieme alla sindaco di Barcellona Ada Colau per partecipare a un'iniziativa a sostegno di Lucano. La discesa in campo di Lucano alle Regionali è dunque quasi la naturale appendice di questo percorso.

"La mia candidatura alle Regionali - spiega Lucano all'AGI - è nata in maniera davvero spontanea, del resto de Magistris mi è stato sempre vicino. Questa vicinanza mi ha fatto molto piacere, perché espressa da un ex pm che conosce bene la Calabria e il territorio e che ha lottato contro il sistema di potere della borghesia mafiosa legata alla corruzione politica. Poi ho visto un suo impegno molto forte  come sindaco di strada, la sua idea di sinistra della società come la mia: insomma, tanti elementi mi legano a lui. E non mi faccio condizionare da chi lo accusa che viene da fuori, anzi - rileva Lucano - dico che meno male che c'è uno come de Magistris che vuole risollevare le sorti di una regione che sembra condannata. Mi è venuto spontaneo  dire di sì perché tanti progetti e tanti impegni che io ho realizzato e portato avanti come sindaco di Riace trovano corrispondenza nel progetto di de Magistris per la Calabria. È una sorta di 'mission' che ci lega".

L'esperienza da sindaco di Riace per Lucano è, in sostanza, anche il suo "manifesto" politico per le Regionali. "Io ovviamente - confida - guardo sempre anche a Riace, è una ferita ancora aperta perché io sono stato cacciato da sindaco, e non dobbiamo dimenticare che in Calabria c'è anche un altro dramma, il giustizialismo sommario. Ma ora c'è questa nuova sfida, e a livello regionale posso concretizzare le idee che ho concretizzato per Riace, che è stata una periferia delle periferie: il riscatto, l'accoglienza, il senso dell'identità, l'antimafia, l'acqua pubblica, che è un tema che sento molto come strumento di democrazia, il perseguimento del bene comune. Sono tutti temi che fanno parte di un programma regionale, tutto quello che ho fatto per Riace lo voglio mettere a disposizione per la Calabria".

"Per questo - rimarca Lucano - mi sento di voler dare un contributo di riscatto per la mia terra, abbinandolo anche a un buon governo fondato sui valori della democrazia: un contributo di riscatto per la mia terra che corrisponde anche a un'idea di mondo fatta di solidarietà e umanità, che sono nel Dna della Calabria". Per Lucano inoltre "la cosa più importante, su cui non devono esserci incertezze, è un impegno vero per costruire comunità senza mafia. C'è bisogno di un'antimafia culturale e sociale, perché il vero dramma della nostra terra, per le giovani generazioni, è questo incubo, questo peso che sentiamo addosso, nella nostra terra non è possibile fare nulla perché c'è il dominio della mafia. Noi proponiamo un linguaggio antitetico nei confronti della mafia, vogliamo il respiro della libertà nella nostra terra".

La campagna elettorale per le Regionali si snoderà in coincidenza con la prosecuzione del processo che vede l'ex sindaco di Riace imputato a Locri per presunte irregolarità nella gestione di progetti per l'immigrazione, ma Lucano non vede problemi di sorta: "Sono tranquillo e fiducioso, del resto - riferisce Lucano - per correttezza nelle riunioni sono stato molto chiaro e ho fatto presente questa situazione a tutti coloro che hanno sostenuto un mio impegno, mi hanno detto che per loro non c'è nessun problema, e poi non ho rubato, non ho ammazzato nessuno… Io sono tranquillo".

Alle Regionali Lucano - per decisione unanime di de Magistris e del gruppo dirigente che ha fortemente spinto per la sua discesa in campo - sarà capolista nelle tre circoscrizioni elettorali calabresi, ma per l'ex sindaco di Riace si tratta di un aspetto non rilevante: "Io non ho queste pretese e queste ambizioni, quello che per me conta è partecipare e dare il mio contributo, del resto la mia storia lo dimostra, perché - ricorda Lucano - a Riace sono anche stato semplice aspirante consigliere comunale. Quello che mi interessa è lavorare per perseguire quello che molti dissero quando Wim Wenders venne in Calabria per fare quel film su Riace, 'sulle ali di una nuova Calabria': un sogno, da condividere con i calabresi. Io non ho altro da chiedere: non voglio poltrone, voglio una nuova Calabria"

Al momento, il campo della sinistra e del centrosinistra in Calabria è diviso e frazionato, da qui una sorta di appello di Lucano: "Vorrei che tutte le persone che si sentono come ideali vicini al popolo, dei cittadini e delle aree più deboli, degli ultimi, trovino l'orgoglio di essere insieme. Perché - conclude Lucano - rischiamo che chi è senza ideali si metta insieme e disattenda le speranze della Calabria. Dobbiamo mettere in atto davvero una trasformazione della Calabria: l'esperienza di Riace dimostra che questo è possibile".

 
 
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