Apple è pronta a tagliare la produzione di iPhone, mancano i microchip 
Il gruppo statunitense aveva in programma di costruire, nell'ultimo trimestre dell'anno, 90 milioni di pezzi del suo iconico telefono ma si fermerà a 80 milioni
di AGI.it | 13 ottobre 21, 07:51

AGI - La crisi dei chip pesa anche su Apple, costretta a tagliare, in uno dei momenti cruciali dell'anno fra Black Friday e Natale, la produzione dell'iPhone.

Il gruppo statunitense aveva in programma di costruire, nell'ultimo trimestre dell'anno, 90 milioni di pezzi del suo iconico telefono ma si fermerà a 80 milioni, perché due dei sui principali fornitori di chip, Broadcom e Texas Instruments, non saranno in grado di fornire abbastanza componenti in tempo.

Rimandate le spedizioni del nuovo iPhone 13

La notizia arriva a poche settimane dal lancio dei nuovi modelli di iPhone: il 13, il 13 Mini, il 13 Pro e il 13 Pro Max, per cui i pre-ordini sono partiti lo scorso 17 settembre e le spedizioni sarebbero dovute partire il 24 settembre. A seguito delle indiscrezioni su questo fronte, Apple ha sofferto nelle negoziazioni 'after hour' a Wall Street, perdendo oltre l'1%, con gli investitori che hanno penalizzato anche altri titoli del comparto, a partire da quelli dei fornitori. 

La crisi delle forniture

La crisi dei microchip è soltanto una delle catene di forniture che, con il forte rimbalzo dell'economia mondiale, è entrata in sofferenza; si tratta, tuttavia, di un componente cruciale, perché l'elettronica è sempre più diffusa e pervasiva in moltissimi comparti, dagli elettrodomestici al settore auto, che è fra quelli che stanno soffrendo maggiormente.     

Al tempo stesso per il comparto dei semiconduttori non sarà facile adattarsi ai nuovi picchi di domanda: storicamente si tratta di un'industria che non ha una progressione lineare, ma la cui crescita avanza a 'dente di sega', perché gli investimenti per nuove fabbriche richiedono una forte componente di capitale e tempi lunghi.

In questo momento, poi, le carenze sono anche a monte, nelle industrie che creano i macchinari per la manifattura dei microchip. C'è dunque una doppia strozzatura che per gli esperti si normalizzerà soltanto a partire dal prossimo anno.     

Per quanto riguarda Apple, in ogni caso, la notizia non ha spaventato più di tanto gli analisti; gli ordini per il nuovo iPhone sono partiti bene, e anche se parte delle spedizioni sono state rinviate a novembre, nel mercato c'è interesse per un telefono del gruppo che finalmente supporta il 5G, la rete mobile di nuova generazione. Le attese sono per un trimestre da 120 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 7% sull'anno scorso. 

 
 
 
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