Argento nella sciabola. Samele si inchina al 'maestro' 
L'atleta foggiano ha perso in finale contro il 31enne Aron Szilagyi, 'maestro' ungherese, al terzo oro olimpico dopo Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016
di Marco Marangoni | 24 luglio 21, 13:20

AGI - Aron Szilagyi nella storia, Luigi Samele prima medaglia italiana alle Olimpiadi di Tokyo 2020: nella finale di sciabola il foggiano si è dovuto inchinare al 31enne 'maestro' ungherese, al terzo oro olimpico dopo Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016. Alla vigilia del suo 34mo compleanno, Samele si e' regalato comunque una gara esaltante, culminata nella splendida rimonta in semifinale con il sudcoreano Kim Junghwan.

La scherma, disciplina che ha regalato più allori olimpici allo sport azzurro, si conferma una fabbrica di medaglie azzurre. Samele, bronzo nel 2012 a Londra nella sciabola a squadre e allenato da Andrea Terenzio, era partito con la vittoria al primo turno sul cinese Yingming Xu (15-12), poi quella ai sedicesimi sull'iraniano Mohammad Rahbari (15-7) con coda polemica per il mancato saluto dell'avversario per un paio di punti contestati.

Nei quarti è arrivato il derby azzurro con Enrico Berrè (15-10) e poi la sfida piu' difficile con il sudcoreano Kim che si era portato sul 12-7, a tre stoccate dalla vittoria, prima di infilarne otto consecutive e chiudere 15-12.

Samele, passato da Foggia a Roma e ora a Bologna con la Virtus Scherma, alla vigilia aveva detto di affrontare questa Olimpiade "in maniera più matura e consapevole".

La sua compagna e' anche lei una schermitrice, l'ucraina Olga Kharlan, campionessa olimpica di sciabola. "E' stata lei pero' a insegnarmi che ci sono delle priorità e che, quando devi preparare un'Olimpiade tutto viene dopo: l'amore, gli amici, il divertimento, la famiglia", ha raccontato.

Per l'atleta pugliese, che scopri' la scherma a nove anni, questo argento e' la definitiva consacrazione dopo il bronzo in squadra a Londra e le 6 medaglie mondiali e 10 europee.

Tra una settimana arriverà la gara a squadre in cui l'Italia spera di 'fabbricare' un'altra medaglia. 

 
 
 
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